Diventare vecchi, nostalgia delle cartoline...
Quando sei giovane devi approfittare per viaggiare in luoghi lontani. Hai ancora molta energia, per cui devi approfittarne. Quando sei avanti con gli anni, meglio visitare luoghi vicini, che offrano comodità e non troppi trambusti per gli spostamenti. Argomenti di cui si è già trattato, ma se non tornassimo di quando in quando sugli stessi discorsi, che anziani saremmo?
Ora che mi avvio ad un'età importante, e che i mezzi di comunicazione sono quantomai veloci , rapidi e , c'è da dirlo, freddi, ho una grande nostalgia delle cartoline. Le cartoline mi piacevano. Proprio l'idea , durante un viaggio, di stare lì in un negozio di souvenir o da un tabaccaio a scegliere delle cartoline, oggi è qualcosa che mi manca parecchio. Sceglievi le cartoline in funzione delle persone a cui inviarle e di cosa scrivervi dietro, nella parte dove si scrive. Oggi se compro una cartolina non mi ricordo più come si fa a scriverci su, potrei correre il rischio di scrivere dalla parte della foto! E anche riceverle era bello...quelle calligrafie incomprensibili dove se scrivevano in corsivo " Greetings from London" , cercavi di decifrare e alla fine leggevi " Gremlins from London". E cercavi dei pupazzetti verdi dietro la cartolina...e invece c'era il ponte di Tower Bridge. Oggi vai in viaggio e mandi a tuoi amici in tutto il mondo video, foto, audio, in tempo reale. Non c'è più sorpresa, non assapori più il racconto orale infarcito di quel pizzico di bugie che sapevi sapientemente espungere dal racconto: tipo: sul ponte Santo Stefano a Praga, c'era una violinista alta due metri e 20 che giocava a pallacanestro nella nazionale ceca... e invece magari era un turista siciliano che suonava lo scacciapensieri col ponte dei suoi denti basso come un pigmeo del Bengala...ma quante risate ti facevi...e quant'era bello poi viaggiare e scoprire che invece c'erano altre cose o che le cose che ti raccontavano tu le vedevi diversamente?
Diventare vecchi, lettere d'amore o di condoglianze o telefonare...
Ora che siamo vecchi i social network ci hanno tolto la fatica e l'impegno di fermarci un tempo adeguato per emozioni vere. Comunicare l'amore ad una persona con una lettera decretava un impegno. Ti sedevi, sceglievi la carta, la penna...dovevi trovare un momento libero...rovistare nella libreria per cercare lo Zingarelli...diamine, è bello grosso, dovrei notarlo...e cercando lo Zingarelli scopri di avere dei libri che avevi dimenticato di avere. Ne prendi uno in mano, lo sfogli, ti immergi nella storia...e , diamine, è una storia d'amore. Ci trovi delle belle frasi, le riporti su carta, le trasformi, le fai tue trasformandole...E c'era l'attesa della lettera. Se era di lei arrivava profumata, aprendo la busta e con l'inchiostro sbavato dalle lacrime. Adesso su whatsapp ti arriva un cuoricino pulsante. Tu lo osservi , rapito, sperando che le pulsazioni varino. Macchè, sempre uguale...è l'emoticon del cuore del dottor House.
Se litighi con tua moglie vi comunicate insulti e perdono via whatsapp da una stanza all'altra della casa dove siete momentaneamente separati in casa!
E le condoglianze? Ora te la cavi con le frasette di circostanza su Facebook o su Whatsapp... se non, addirittura, te le vai a cercare sulle applicazioni per frasi fatte su Google. Ma vuoi sederti 10 minuti e ricordare com'era quella persona che non c'è più? Raccogli le idee e lo fai sopravvivere ancora un pò nei tuoi ricordi...non lo anneghi nell'emoticon buchino nero o faccina piangente di Facebook, cazzo! Vuoi telefonare ai parenti e testimoniare con la tua voce che ti dispiace per il defunto? O ti affidi alla voce elettromagnetica di ciunopiotto robot di guerre stellari, che così parlano i messaggi vocali preconfezionati? Non è vero che non hai tempo ed è più veloce così. Trovare il tempo nel tempo che il tempo ti toglie è la nuova rivoluzione: da fare invidia a Marx!