domenica 31 ottobre 2021

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In macchina...

 Quando vado in macchina per strada, se c'è uno davanti che va lento, dieci a uno che è un anziano. Uno col cappello in testa a falde larghe che cammina in macchina lento come cammina lento a piedi. Bisogna spiegargli che se lui è lento a piedi non necessariamente lo deve essere anche in automobile! Cosa c'entra questa cosa con il diventare vecchio io? Anzichè tollerare o addirittura apprezzare mi comporto come un qualsiasi giovincello che sbraita contro i vecchi a cui dovrebbero togliere la patente. E lo fa mentre guida con una lattina di birra nella mano che non sta sul volante. Poi sorpassa strombazzando il clacson e lancia la lattina dal finestrino. Io non bevo birra in macchina e non lancio certo lattine dal finestrino. Che, non bevendo birra è normalmente consecutivo non faccia. 

Stagiste.

Lavoro in un'area di vendita dove assumono periodicamente di continuo stagiste. Ragazze sui ventidue-24 anni, tutte carine. A quell'età anche un ciospo è carino. Con molte di loro c'è simpatia e spesso si arriva a discorsi intimi e personali. Sei un bell'uomo, assomigli a mio padre, è la frase più tipica che ti dicono. La mia risposta standard è: io però non sono tuo padre! Inutile negare, anche se hanno l'età che potrebbe avere un mio ipotetico figlio o un figlio non ipotetico di altri, essere apprezzati esteticamente piace a tutti. Poi da lì a passare all'azione ce ne corre. Anche se non è infrequente che accada. Ma non dura molto. Il tempo di capire, per le giovanotte, che un giorno potrebbero svegliarsi in un letto col nonno accanto, ed ecco che esse ritornano alla loro più confortevole realtà. Fidanzarsi con uno della loro età che ragionerà come un nonno. E senza averne l'età. Ma c'è anche dell'altro, al riguardo. Quando ero molto giovane le ragazze che mi piacevano se la facevano con quelli più grandi. Quando sono diventato maturo (per non dire anziano, che fa brutto) quelle più giovani erano già diventate cougar...andavano con quelli più piccoli. S'erano accorti che gli uomini non maturavano mai, per cui, tanto valeva stare con carne fresca. Insomma, sfiga pura.

Alzarsi presto la mattina (argomento ricorrente)...E...non sono tuo padre (ricorrente anche questo).

 Ecco un argomento interessante. Più avanti si va con gli anni meno voglia si ha di alzarsi la mattina. Specie le mattine che si cominciano  a fare fredde, in autunno. E tu lì sotto il piumino che pensi: mi metto in malattia o non mi metto in malattia. Sfogli una margherita mentale. Poi ti alzi e ti muovi così lento che se ti osservasse un bradipo si metterebbe a ridere. Ma che c'avrà mai da ridere un bradipo se defeca una volta a settimana e deve scendere dall'albero controvoglia. Poi una volta giunto a destinazione trova un alligatore che non ha ancora fatto colazione al bar e zac. Prendi il pentolino per scaldare l'acqua per il tè, lentamente, sempre lentamente. Non trovi l'accendigas, non trovi l'accendino, non trovi gli occhiali e non capisci che devi accendere la luce. E cerchi sul muro l'interruttore. Il che è all'origine degli aloni vicino all'interruttore. Invecchiare costringe a imbiancare casa più spesso. Ti vesti lentamente e pensi, quanto si stava bene sotto le coperte, ma perchè non ci danno la pensione? (altro argomento ricorrente) Si dovrebbe lavorare fino a 40 anni. Poi suona il videocitofono a vai a rispondere. "Svegliatevi, Dio è venuto a trovarvi". Testimoni di Geova.  Sono in ritardo, devo andare al lavoro, dici. Cosa sono 5 minuti d'ascolto della parola di Dio? Non lo so, dici, me lo spieghi. Ascolti mentre ti infili i pantaloni, ma te li metti al rovescio e pensi, Dio, perchè non mi aiuti. E Dio ti risponde-come posso aiutarla? E niente, dal telefono portatile è uscita la voce di una centralinista che vuole i dati della tua bolletta dell'Enel, per un controllo. Accento est europa. -Di che anno sei? Le chiedi. Del '94, dice. Senti, bella, io ste cose le facevo quando avevo 16 anni. Sono del '65, lo sai quanti anni prima di te sono nato? Già, potresti essere mio padre, dice lei. Ma non sono tuo padre. Non sono tuo padre.

sabato 30 ottobre 2021

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Diventare vecchi: a invecchiare sono gli altri.

 Quando si diventa vecchi si osservano molto i vecchi. Anche i giovani, ma per altri motivi. Soprattutto i vecchi. Si fa un confronto sul grado di rincoglionimento. Per esempio alle casse della Coop. Se si crea la fila è perchè c'è un anziano davanti. Non usa il bancomat e paga in contanti, perchè "la fresca" va accarezzata e toccata e si aspetta perchè deve cavare fuori dal borsellino gli spiccioli. A quel punto la cassiera dice, non prendiamo i centesimini: ta-taaaa...stallo messicano. Altra attesa. E davanti a quelle scene si pensa, per fortuna non sono così e mai lo diventerò. Succederà pure peggio, fidatevi. Quando la nostra generazione ha cominciato a pagare con il bancomat c'era già chi pagava col telefonino. E ci sarà già chi pagherà col pensiero, fra un pò. Nel senso che non potremo più pagare. 

Rsa d'oro...

Al tabaccaio c'è la coda di anziani che tentano la fortuna: superenalotto, gratta e vinci, nei tavolini intorno sembra un concorso di scimmie che si spulciano prima di andare a letto su alberi inesistenti. Tentano la fortuna, e sono proprio gli anziani, in massa che lo fanno. Che se ne faranno delle vincite, si faranno rinchiudere in un Rsa d'oro?

Gli anziani poi, odiano la fila. Sbuffano, borbottano, imprecano: presto moriranno e hanno fretta perchè poi certe cosa non potranno più farle. Cioè? Le file? Boh. E mentre sono in coda e imprecano, chi c'è che blocca la fila? Un anziano. I vecchi odiano i vecchi. Stessa cosa al bancomat della banca. Le operazioni che fa uno anche solo della generazione non digitale sono sempre lente. Deve tirare fuori gli occhiali da presbite, non si ricorda dove li ha messi perchè gli comincia a far difetto anche la memoria...e dietro un altro anziano che gli augura di morire presto. I vecchi sono tutt'altro che saggi e quando si diventa vecchi si diventa ancor più intolleranti. "La più consistente scoperta pochi giorno dopo aver compiuto i sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare", diceva Jep Gambardella nel film di Sorrentino, "La grande bellezza"... credo che rappresenti un meme generazionale senza eguali. Una pillola di saggezza, in una generazione che comincia ad abusare di ben altre e più allettanti pillole. 

Un altro segnale inequivocabile del  fatto che si sta invecchiando è quando conosci una ragazza in autobus o in metropolitana e lei ti dà del lei. Ma come , non mi vedi, che sono ancora figo? Vado in palestra, sono a dieta e conosco cose che i ventenni ancora nemmeno sanno che esistono. Chi meglio di me? Noi che stiamo diventando vecchi pensiamo così. Senza renderci conto che assomiglia tanto ad un chiaro segnale di un inizio di artereosclerosi. Oppure, sempre se sei riuscito a far due chiacchiere con una ragazza più giovane- in una delle rare pause in cui ha staccato lo sguardo dallo smartphone-te le sei lavorata un pò di dialettica, parli degli ufo o della regina Elisabetta che è il capo dei rettiliani ( ho studiato bene gli argomenti che fanno presa su questi giovani geniali, eh?), ed arriva il momento fatidico in cui lei deve scendere... Ta-taaaa, che fai? Be' quelli della mia generazione chiedono il numero di telefono. Ma la sua risposta è: aggiungimi su Instagram. ( Anni fa era su Facebook, ma sta tramontando tra i gggiovani). E tu Instagram non sai nemmeno cos'è. Al massimo conosci Facebook. E già che gli hai chiesto il telefono, hai due capelli grigi e come argomenti, dai rettiliani sei passato ai rettilinei, comincia a guardarti con costernazione. Come un anziano che non ha ancora fatto il vaccino anticovid. Noi giovani invece non ci ammaliamo mai e presto saremo immortali, sembra dire la ragazza in oggetto. Con le mie foto in bikini su Instagram. E i tatuaggi sulle scapole. Non lo sanno ancora che scapole è il ruolo che statisticamente toccherà loro superata l'età dell'entusiamo, della casa nuova e degli alimenti. 


continua.... 

mercoledì 27 ottobre 2021

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Diventare vecchi: il mal di schiena.

Altro capitolo spinoso del diventare vecchi, con tutte le implicazioni tragicomiche del caso è soffrire di mal di schiena, la classica sciatica. Io ne soffro. Gli ortopedici che mi hanno visitato mi hanno fornito più versioni su come gestire il problema. Uno diceva che dovevo fare movimento, un altro che non ne dovevo fare, un altro ancora che stare troppo seduti non faceva bene alla sciatica e un altro ancora che non mi faceva bene stare troppo in piedi. La domanda è, questi tizi hanno la più pallida idea di che cavolo stanno parlando? Detto questo passiamo alle situazioni tragiche. Una volta mi è successo di restare bloccato mentre eron seduto sulla tazza del water. La sola consolazione che avevo in quel momento era che meno male che non mi ero bloccato prima, di dovermi sedere sulla tazza del water. Le conseguenze sarebbero state credo ancora più nefaste.

 Capitolo fare l'amore. 

Una volta mi è successo proprio in quel momento. Non c'è niente di più tragico. Nel momento del piacere la schiena ti avvisa che stai esagerando. Insomma invecchiare vuol dire andare avanti per sottrazione. Togli il vino, togli le sigarette, togli il sesso selvaggio tipo finire appeso su un lampadario per recuperare le mutande lanciate prima di cimentarsi nella cosa...del fare l'amore. Un'altra volta mi sono bloccato al lavoro, mentre ero in piedi. Un dolore terribile. I miei colleghi vedendomi soffrire avevano pensato ad una scarica di diarrea che mi stavo sforzando di trattenere. Invecchiare fa cagare, insomma. Non so come ce la feci a finire il turno e andarmene a casa. L'unica cosa che so per certo non dovrei fare è non sollevare pesi. Infatti per fortuna al lavoro sono dispensato dal farlo. Molti dei colleghi non capiscono e mi danno del raccomandato. Ma quando gli ho risposto che dovevano provare loro a stare seduti su un water senza potersi rialzare per capire letteralmente l'espressione “finire nella merda”, hanno cominciato a guardarmi con una certa costernazione. I cambi di stagione per il mal di schiena sono semplicemente letali. Ormai ci sono abituato. Quando inizia l'autunno mi metto una fascia contenitiva a scopo preventivo. Così cammino come uno che ha avuto qualche problema di emorroidi. Dritti come un fuso. Fuso lo sono già di natura, quindi per me non fa differenza...sono la rappresentazione corporea del mio stato mentale. Quando mi blocco seriamente il mio medico mi prescrive il cortisone, per sbloccarmi. Fino ad ora ha funzionato, la dove il voltaren mi fa lo stesso effetto dell'acqua fresca. In estate nelle giornate umide la schiena dà segnali di instabilità. Io dico che è  umorale, perchè ormai considero il mal di schiena come una persona. Gli ho persino dato un nome: “Voltarenonbasta”. E questo era il capitolo sciatica, più o meno.

Diventare vecchi: l'intolleranza.

Passiamo al capitolo intolleranza. Più si diventa vecchi più si diventa insofferenti alle cose, alle situazioni e devo dire con rammarico, alla gente. Non si sopportano più le discoteche, i balli, i concerti, e l'Ikea la domenica. Ma l'ultima cosa non la posso evitare (perchè ci lavoro). Io sono assolutamente tollerante, in genere, sopporto parecchio, ma dopo una giornata in cui hai clienti cinesi, cingalesi, filippini, che non parlano una parola, non dico d'italiano, ma d'inglese, be', hai la misura di come sia felice la vita di Matteo Salvini. Lui non deve fare nessuno sforzo...fa cagare di natura...ok, questa era brutta. Scherzi a parte, non si diventa razzisti ( non lo sono mai stato e mai lo sarò, viva Mimmo Lucano) perchè poi hai clienti italiani che sono insopportabili peggio di uno scoiattolo nelle mutande: coppie che litigano per la scelta fra un pomello e una maniglia e poi tornano dopo un mese separati ad ordinare un'altra cucina e un'altra camera da letto. Separati. Non mi credete? Faccio questo lavoro da 25 anni e vi garantisco che ho salvato più matrimoni io di qualsiasi giudice conciliatore.

Il traffico...

 Nel traffico, diventando anziano, divento peggio di Adolf Hitler. Tendo a notare tutto-prima quando ero giovane me ne fregavo bellamente-tipo che le frecce sono un optional o armi di pellerossa, vanno troppo lenti tipo passeggiatina romantica, perchè mentre guidano controllano lo smartphone e siccome sono anziani pure loro non riescono a leggere i messaggi-improcrastinabili, si capisce- sui social...poi si vanno a stampare, ma non li trovi in edicola fra le copie del Corriere della Sera. Proprio no. Oppure, sempre nel traffico vanno veloci tipo come se si stessero allenando per partecipare ad una gara di formula uno...per poi fermarsi subito dopo in coda in tangenziale. Poveretti, un giorno gli scoppierà la prostata. A tal proposito, un'altra delle cose che si verifica diventando vecchi è che la prostata assume forme umane. Diventa un tuo compagno di strada e ti telefona col telefonino spesso durante il giorno. Avvisandoti che forse è il caso che vai a fare pipì. Scusate, non ho saputo scriverlo meglio. Avete presente la pubblicità del prostamol? Sei costretto a inventare un mucchio di scuse, quando la prostata ti telefona. “Avevo sete”, “avevo lasciato la saracinesca del garage aperta”. E la tua compagna a dirti, ma quando cazzo mai abbiamo avuto un garage noi!



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 Dunque, tutti dobbiamo diventare vecchi e morire. Sono due cose a cui l'uomo non può sfuggire. Anzi, a pensarci bene, invecchiare e morire è la migliore delle ipotesi, visto che si può anche morire da giovani. Anch'io sto invecchiando. I primi segni li ho avuti sul piano atletico. Prima correvo, mi facevo i miei 5 chilometri al giorno. Poi, verso i 50 anni, i polpacci hanno incominciato  a indurirsi ed erano più le volte che finivo l'allenamento camminando che quelle in cui lo finivo correndo. Quando uno corre e beneficia delle sensazioni endorfiniche della corsa, di quel benessere che ti accompagna tutto il giorno, be', difficilmente  accetta subito questo fatto. Per cui  all'inizio mi ostinavo a far riposare i polpacci, per poi riprendere a correre quando stavo meglio. Ma la forchetta temporale fra quando stavo meglio e quando avevo i polpacci bloccati, ha iniziato ad allargarsi. Per cui erano più le volte in cui non facevo niente di quelle in cui mi allenavo. Se invece camminavo potevo farlo tutti i giorni. Camminare stava al centro fra il non fare nulla e il correre. Camminare era democristiano e quando sei avanti con gli anni sei più incline ai compromessi. Certo, ci sono settantenni che corrono tutti i giorni e stanno da Dio...e poi ci sono ventenni in sedia a rotelle. Sul piano della salute devi stare al centro, non ce n'è. Finchè ce la fai, tra le altre cose.

Diventare vecchi: la vista

Poi mentre lavoravo-progetto e vendo arredamenti-ho notato che ci vedevo peggio. Quando stampavo i fogli con gli ordini da passare ai clienti, per leggerli dovevo tenerli molto lontani. Mano mano che passava il tempo-siamo sempre intorno ai 50 anni-dovevo sempre di più allontanare i fogli se volevo riuscire a leggere. In quel periodo il mio supereoe preferito era l'uomo molla dei Fantastici 4. Lui poteva tenere quei fogli in mano alla distanza che voleva. Ma non poteva funzionare, non solo perchè non ero un supereroe, anche perchè la gente lo notava. Decisi che era il momento di una visita oculistica. L'oculista sentenziò che da lontano ci vedevo bene ma da vicino manifestavo i primi segnali di presbiopia. Non riesci a leggere come i vecchi. C'era di che deprimersi. Insomma l'oculista mi prescrisse le lenti da presbite e io andai da un ottico che mi fece degli occhiali facendomeli pagare, indovinate quanto? La risposta è semplice: un occhio della testa. In seguito appresi che potevo comprarmi degli occhiali da un qualsiasi farmacista con due gradi di presbiopia che sarebbero andati più che bene e senza la montatura in tartaruga. Povere tartarughe. E la parola c'aveva pure il termine “rughe”, dentro. Iniziò il difficile periodo dell'abituarsi ad usare gli occhiali. Quando li devi usare solo per leggere, all'inizio, tendi a dimenticarteli, ad usarli meno, con la bislacca idea che così il processo di deterioramento della vista si rallenti. Tornai a fare l'uomo molla dei Fantastici 4, fino a che non mi convinsi a portarmi gli occhiali da vista dietro. Ma per metterli ogni volta dovevo prendere l'abitudine. Tre volte non gli usavo e una sì, per leggere. E sforzandomi facevo la faccia dello stitico, per cui i miei interlocutori si preoccupavano doppiamente per la mia salute. Poi iniziarono le difficoltà vere e tragicomiche. Una volta dovevo andare ad un appuntamento con un'amica. Mi dette l'indirizzo , era verso viale Zara, a Milano. Scaricai google maps sul telefono (altro capitolo del diventare vecchi: difficoltà con la tecnologia) e partii in macchina. Intanto il navigatore mi fece fare un giro della madonna...dico della madonna perchè fu un miracolo se arrivai all'ora prevista. Parcheggiai e scesi dalla macchina. C'era aria di concludere qualcosa quindi mi fregavo già le mani mentalmente. Non ho saputo spiegarmi meglio di così, scusate. Mi avvicinai al portone e cominciai a guardare i citofoni. Avevo lasciato gli occhiali a casa, ovviamente. Per cui non vidi i cognomi scritti sul citofono. Ma non volevo umiliarmi a telefonare per avvisare la mia amica che ero sotto il portone e che mi aprisse. Ero in difficoltà. Dovevo telefonare con una scusa.

La chiamai. Sono sotto casa, dissi, perchè non scendi a fare due passi, magari beviamo qualcosa in un bar , ti va? Lei per tutta risposta mi disse-meglio di no, sono già nuda. Non sapevo cosa dire e dissi, aprimi, per piacere, allora. Non lo vedi il cognome sul citofono? Disse. 

Ripresi la macchina e me ne andai a casa. E la mia amica non mi telefonò più. Oppure telefonò e io non risposi. Perchè senza occhiali non riconoscevo i numeri sul display del telefono. Non lo saprò mai. 

Poi iniziarono i problemi con lo smartphone. Mi dimenticavo gli occhiai sistematicamente ,quando ero in giro,  e usando whatsapp non distinguevo bene le lettere. Ancora non avevo imparato bene il mecanismo del t9 per cui spesso le mie risposte erano incomprensibili o sbagliate o fuori contesto. 

Una volta un mio amico mi fece rileggere una conversazione di qualche giorno prima su whatsapp.

-Ciao, come stai? Lui.

-Porno movies, Io

-Cosa?Lui

-Sono in girino. Io.

-Ma sei fatto?

-Non l'ho fatto. Io

-Sono Gimmy, hai presente? Lui.

-Patrimonio dell'umanità. Io.

Dissi che non avevo gli occhiali e che pur digitando secondo logica il cellulare scriveva quello che gli pareva. Eh, ma stai attento, che il t9 memorizza i risultati delle ultime ricerche...tipo, per esempio, Porno Movies, disse. Ma anche Patrimonio dell'umanità. Solo che questa ricerca è più normale. Ah, feci. Bella fregatura. E mettiteli, sti occhiali...Pure Rocco ormai li porta, disse lui. Rocco? Rocco chi?, chiesi. Siffredi, fu la risposta. Be', come si dice, chi di spada ferisce...dopo che glieli ha fatti mettere ad una generazione di pesone! Conclusi.


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Diventare vecchi, rettiliani, vitamina d, codici fiscali   Al lavoro fa caldo. I colleghi giovani dicono che non lo soffrono. Delle due l...