sabato 30 ottobre 2021

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Diventare vecchi: a invecchiare sono gli altri.

 Quando si diventa vecchi si osservano molto i vecchi. Anche i giovani, ma per altri motivi. Soprattutto i vecchi. Si fa un confronto sul grado di rincoglionimento. Per esempio alle casse della Coop. Se si crea la fila è perchè c'è un anziano davanti. Non usa il bancomat e paga in contanti, perchè "la fresca" va accarezzata e toccata e si aspetta perchè deve cavare fuori dal borsellino gli spiccioli. A quel punto la cassiera dice, non prendiamo i centesimini: ta-taaaa...stallo messicano. Altra attesa. E davanti a quelle scene si pensa, per fortuna non sono così e mai lo diventerò. Succederà pure peggio, fidatevi. Quando la nostra generazione ha cominciato a pagare con il bancomat c'era già chi pagava col telefonino. E ci sarà già chi pagherà col pensiero, fra un pò. Nel senso che non potremo più pagare. 

Rsa d'oro...

Al tabaccaio c'è la coda di anziani che tentano la fortuna: superenalotto, gratta e vinci, nei tavolini intorno sembra un concorso di scimmie che si spulciano prima di andare a letto su alberi inesistenti. Tentano la fortuna, e sono proprio gli anziani, in massa che lo fanno. Che se ne faranno delle vincite, si faranno rinchiudere in un Rsa d'oro?

Gli anziani poi, odiano la fila. Sbuffano, borbottano, imprecano: presto moriranno e hanno fretta perchè poi certe cosa non potranno più farle. Cioè? Le file? Boh. E mentre sono in coda e imprecano, chi c'è che blocca la fila? Un anziano. I vecchi odiano i vecchi. Stessa cosa al bancomat della banca. Le operazioni che fa uno anche solo della generazione non digitale sono sempre lente. Deve tirare fuori gli occhiali da presbite, non si ricorda dove li ha messi perchè gli comincia a far difetto anche la memoria...e dietro un altro anziano che gli augura di morire presto. I vecchi sono tutt'altro che saggi e quando si diventa vecchi si diventa ancor più intolleranti. "La più consistente scoperta pochi giorno dopo aver compiuto i sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare", diceva Jep Gambardella nel film di Sorrentino, "La grande bellezza"... credo che rappresenti un meme generazionale senza eguali. Una pillola di saggezza, in una generazione che comincia ad abusare di ben altre e più allettanti pillole. 

Un altro segnale inequivocabile del  fatto che si sta invecchiando è quando conosci una ragazza in autobus o in metropolitana e lei ti dà del lei. Ma come , non mi vedi, che sono ancora figo? Vado in palestra, sono a dieta e conosco cose che i ventenni ancora nemmeno sanno che esistono. Chi meglio di me? Noi che stiamo diventando vecchi pensiamo così. Senza renderci conto che assomiglia tanto ad un chiaro segnale di un inizio di artereosclerosi. Oppure, sempre se sei riuscito a far due chiacchiere con una ragazza più giovane- in una delle rare pause in cui ha staccato lo sguardo dallo smartphone-te le sei lavorata un pò di dialettica, parli degli ufo o della regina Elisabetta che è il capo dei rettiliani ( ho studiato bene gli argomenti che fanno presa su questi giovani geniali, eh?), ed arriva il momento fatidico in cui lei deve scendere... Ta-taaaa, che fai? Be' quelli della mia generazione chiedono il numero di telefono. Ma la sua risposta è: aggiungimi su Instagram. ( Anni fa era su Facebook, ma sta tramontando tra i gggiovani). E tu Instagram non sai nemmeno cos'è. Al massimo conosci Facebook. E già che gli hai chiesto il telefono, hai due capelli grigi e come argomenti, dai rettiliani sei passato ai rettilinei, comincia a guardarti con costernazione. Come un anziano che non ha ancora fatto il vaccino anticovid. Noi giovani invece non ci ammaliamo mai e presto saremo immortali, sembra dire la ragazza in oggetto. Con le mie foto in bikini su Instagram. E i tatuaggi sulle scapole. Non lo sanno ancora che scapole è il ruolo che statisticamente toccherà loro superata l'età dell'entusiamo, della casa nuova e degli alimenti. 


continua.... 

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