domenica 28 novembre 2021

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Diventare vecchi: la pensione.

Quando superi una certa età, si affaccia sempre la mitica domanda: quando vai in pensione? Di per sè la domanda dovrebbe metterti di buono umore, ma non lo fa. Per diversi ordini di motivi: per esempio ti ricorda che stai invecchiando e si sa che chi invecchia è permaloso (anche i giovani lo sono e questa è una delle poche cose che li accomuna agli adulti). Poi ti ricorda anche che pur essendo avanti con gli anni, ti manca una vita di tempo da lavorare. Almeno in Italia. Terzo ma non ultimo per importanza, motivo di disturbo per la fatidica domanda, l'aspetto retributivo. Andrai a prendere due dita negli occhi ( che tanto non ci vedrai più a furia di guardare in schermi di pc e telefonini e non te ne accorgerai nemmeno). Quarto motivo, più collaterale, se vogliamo: che cazzo fai quando vai in pensione? Finirai per rimpiangere il lavoro. Lo sporco maledetto lavoro che ti faceva sentire comunque parte di un tutto. Senza voler scomodare la filosofia saresti potuto anche essere la ruota di un carro...solitamente l'ultima. Solo che senza di te il carro sarebbe andato avanti comunque. Ma ti stava bene a prescindere: una pizza il sabato sera, il calcio la domenica, lavavano comunque tutto (tranne se non ti scoprivi celiaco a 50 anni. E lì la cosa si faceva interessante, quasi eversiva). In attesa di diventare qualcuno in qualcosa sei stato un tassello del mosaico della produzione. Se guardiamo ai mobili dell'Ikea, spesso alla fine del montaggio avanza un tassello. Ecco tu eri quel tassello. E il mobile sta in piedi lo stesso. Per questo quando andrai in pensione non rimpiangerai un bel niente. E la cosa che ti verrà di fare quando incontri colleghi che ancora lavorano sarà mostrargli il dito medio. 

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