giovedì 25 novembre 2021

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 Diventare vecchi: viaggiare...

Quando cominci ad andare avanti con gli anni non è più come quando sei giovane. Quand'ero giovane viaggiavo in sacco a pelo ( e viaggiavo un sacco), viaggiavo in autostop, dormivo su qualunque superficie. Quando superi i 50 cominci ad essere stanco, cerchi le comodità. Se eri comodo sin da ragazzo tanto vale entrare direttamente in una corazza raccomandata di Ironman. Se invece sei normale cominci ad interpretare vari animali fantastici. Sui sedili dell'aeroporto (Malpensa, nel mio caso), in attesa del tuo volo, cerchi la posizione giusta per riposarti. Mancano, che ne so, due ore al volo. Metti il trolley davanti e ci poggi su le gambe stese. Ma non ti senti comodo. Sposti il trolley, ma niente, non ti senti comodo. Gli altri cominciano a notare questa tua inquietudine. Sorrisini di circostanza. Mi inducono a pensare, di solito vi fate i cazzi vostri sui problemi del clima, sul covid, sulla politica ( sul calcio no, lì si rischia la rissa), perchè non ve li fate anche davanti ad uno avanti con gli anni in aeroporto? Dopo metti il trolley sul sedile a fianco. Cerchi di appoggiarci il capo, ma in mezzo c'è il freddo bracciolo metallico che ti si pianta nella schiena e lasci perdere. Niente. Ti metti in piedi. 10 minuti in piedi. 20 minuti in piedi. Ti vengono fuori le vene varicose. Viaggiare in treno? Hai l'illusione di poterti portare appresso una valigia bella grande, specie se, come me, scendi dal nord al sud, per poi riportarti indietro delle succulente scorte alimentari. All'andata viaggi leggero. Al ritorno per spostare la valigia devi chiedere aiuto a Wolverine. Non ti dico se durante il percorso devi cambiare treno. Scendi dal treno per andare a prenderne un altro su un altro binario, scendi in un tunnel, risali da tunnel. Nel frattempo il treno in arrivo, senti in fonodiffusione, arriverà su un altro binario, non più  su quello previsto. Riparti di slancio (tanto hai il Voltaren in una tasca del giubbotto). Una faticaccia. Ma ci sono treni diretti a lunga percorrenza? Diventare vecchi significa che non ti accorgi che nel frattempo fra un viaggio e l'altro le cose sono cambiate, i dirigenti sono giovani e non gliene frega niente di niente come Levante. E quando te ne accorgi è sempre troppo tardi. Quando arrivi a Milano, dopo il treno devi prendere la metropolitana, punzoni il biglietto all'inizio del tornello, ma non c'è verso che il bagaglio non intruppi nel fermo metallico (sono anni che che sono costretto a scavalcarlo tal quale, tipo Nino Castelnuovo). Scendi dalle scale normali perchè le mobili sono in manutenzione. Dentro la valigia il cacio ricotta bela, il cacio cavallo scalcia, la ricotta forte è piccata ( più che piccante-ok non ho saputo dirlo meglio). Se viaggi in autobus per 1000 chilometri, come accade a me che devo andare da Milano in Puglia, arrivi dopo dodici ore viaggiando di notte e due soste di un quarto d'ora durante le quali cerchi di sgranchirti mantenendo invece la rigidità di un palo della luce, con la schiena che si è arresa senza neanche che ci sia stata una rapina. Se vuoi viaggiare comodo, be', ci sono dei costi. Ma pagare potrebbe non bastare. Se viaggi in jet e poi prendi un taxi, hai bisogno comunque di un assistente esperto in body building. I bagagli pesano. Anche se io viaggio leggero. Faccio ridere tutti quelli che incontro o con cui parlo...

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