martedì 21 dicembre 2021

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 Diventare vecchi, parcheggiare. 

Quando ti accingi ad entrare nel periodo della maturita' piena ( come sono bravo a zuccherare, eh?), tra i tanti segnali che ti giungono e ti avvisano che le tue facolta' psicofisiche stanno regredendo, io ci metto le difficolta' di parcheggio. Entri nel parcheggio di un supermercato e scorri la fila delle auto, ed eccolo li'  il posto. Fai per entrarci. E... naturalmente dentro c'e' gia' una Smart. Sappiate che odio la Smart. E ci faccio sempre la figura del pisquano. Non so da dove venga questo termine ma mi sa che e' onomatopeico e rende l'idea. Altro aspetto del parcheggio, quando trovi posto ti dimentichi sempre dove hai parcheggiato . Nei parcheggi dei centri commerciali i posti sono indicati su cartelli o piloni, se sotterranei, con dei numeri .  Ora io odio i numeri ( anche se spesso li do) E, ovviamente, non c'e' verso che mi ricordi, al ritorno, il numero di fila o altro. Ogni volta sclero. Se vedete uno in un parcheggio di un supermercato che vaga senza meta, sono io.  Un altro e' quello di "Striscia la Notizia"  che posa gli stronzi di plastica sui tettucci delle auto che parcheggiano nei posti riservati al disabili non avendone diritto. Ma quello va in bici. E poi e'ancora giovane. Altra questione riguardo al parcheggio. In una grande citta', prendiamo Milano , perche di solito vivo li', intanto per trovare un parcheggio, si fa prima a trovare lavoro a tutti i disoccupati del paese,  e poi se non riesci a parcheggiare in due manovre sei spacciato. Ti rompono i timpani con i clacson, quelli dietro, e puoi persino creare un ingorgo di cui parleranno alla Radio quanto danno le informazioni sul traffico. Il traffico  milanese e' giovane e grintoso e non c'e' spazio  per le riflessioni. Dei avere riflessi e basta. Ma andiamo avanti. Una volta ho parcheggiato da qualche parte in corso Buenos Aires. Al ritorno ho ritrovato la macchina subito( strano). Salgo, metto in moto...Dopo un po' ho notato che sotto lo specchietto retrovisore c'era  una bambolina nuda che ondeggiava. Non era la mia macchina. Era l'ypsilon 10 di qualcun  altro. Sono tornato indietro. Ho parcheggiato da qualche parte li' dove l'avevo presa . Ci ho messo un'ora a ritrovare la mia.  Quello dell'altra macchina sara' andato a denunciarne il furto, non trovandola esattamente dove l'aveva parcheggiata.  Oppure se l'ha trovata e' andato da uno psichiatra. Un' altra volta, tornando dal lavoro, parcheggio su lato destro di una strada li' vicino a dove abito. Be' sul marciapiedi c'era una donna. A quel punto ha aperto lo sportello ed e' salita. Si e' accomodata. Mi ha guardato in faccia. Non convinta ha tirato fuori gli occhiali dalla borsetta. Mi scusi, fa, pensavo fosse mio marito, ha la stessa macchina. E' uscita come un razzo mezzo ridendo e mezzo impaurita. Anche lei aveva superato gli anta. Bella donna comunque. Per queste cose per fortuna gli occhiali non devo metterli. Ancora.  Ed e' tutto grasso che cola, credetemi.

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