lunedì 7 febbraio 2022

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 Diventare vecchi: operazione nostalgia.

Diventando anziani si vede il futuro come una costante salita. Una volta un maratoneta disse," correrò per sempre, se non ce la farò più a correre, camminerò, se non riuscirò più a camminare, striscerò". Vi ricorda qualcosa? A me ricorda il fatto che si torna a gattonare come quando si era bambini. Per questi ed altri motivi, si comincia ad avere nostalgia. 

Nostalgia dei fumetti. Io sono stato un bambino fortunato, la mia famiglia era in condizioni economiche tali da consentirmi di acquistare tutti i fumetti che volevo. E io ne ho letti moltissimi con grande diletto. E' la stato il  primo momento di avvicinamento alla letteratura e alla cultura. Giorni fa sono entrato in un negozio di fumetti e udite udite, era strapieno...nonostante la pandemia. Pieno di giovani. Ma vediamo quali fumetti acquistano i giovani: i giovani vanno matti per i manga giapponesi: li collezionano, li guardano in cartoni animati su internet, hanno fondato forum e fanno congressi tematici. E' impressionante. Molti di questi manga affrontano argomenti anche sessualmente scabrosi, e sono disegnati con un tratto particolare: le figure umane sono stilizzate, sembrano bozzetti per case di moda. A me non piace. Perchè io leggevo ( e leggo) Tex Willer,  un fumetto all'interno del quale, a cercarci una donna dentro, saresti diventato orbo: tutto colt, cavalli e battute cameratesche, sbronze colossali, cavalcate polverose nei deserti, intercalari messicani, riti indiani e succulenti pranzetti a base di bistecche alte quattro dita sepolte da una montagna di patatine. Riuscite ad immaginare Tex Willer disegnato come un manga? Ve lo dico io, non piacerebbe nemmeno all'Arci Gay. 

Fumetti.

Mi piaceva Tex, come ho già detto, ma anche Zagor, più fisico e lisergico. Mi piaceva Mister No, tramite il quale ho conosciuto il Brasile prima di conoscere il Brasile. Inutile dire che quando poi sono stato in Brasile, tutte le espressioni idiomatiche in portoghese, usate in Mister No, lì  non  le capivano. I miei amici brasiliani mi chiamavano "quello che parla come Mister No". E sì, è normale, perchè gli autori del fumetto hanno reinventato il Brasile in cui ambientano le avventure, ed è proprio questo che alla fine mi è sempre piaciuto dei fumetti e che mi manca oggi. Troppo realismo, nelle nuove generazioni, troppi video pericolosi su Youtube, gusti musicali assurdi come l'amore per il pop coreano e il popper...Non il filosofo, tranquilli, la droga!  Che ne sanno loro di Capitan Miki , giovane Ranger e di Doppio Rum , vecchio scout ubriacone, nonchè del Dottor Salasso, sedicente medico e imbroglione di professione? Si capisce che i creatori dei personaggi, Pietro Sartoris, Dario Guzzon e Giovanni Sinchetto, si sono identificati con i loro personaggi e con questo sono entrati nelle nostre case, ci hanno, indirettamente fatti affezionare a loro...è una cosa che non si può spiegare. La capisci dopo, da anziano. Che ne sanno i lettori odierni dei manga di Blek Macigno, trapper americano, ecologista ante litteram, amante della libertà e nemico delle Giubbe Rosse colonialiste Inglesi e dei suoi amici, Roddy, piccolo orfano e del Professor Occultis, truffatore coltissimo e raffinato, dotato di buone conoscenze mediche? Sono fumetti che sono arrivati anche a tirature di 400 mila copie a settimana, negli anni '60. Io poi ho avuto il piacere di leggerli negli anni '70. Ho detto "Goddam" tante di quelle volte ai miei amici ignari che alla fine mi chiamavano così. "Guardate che è una bestemmia", dicevo ai miei amici. Se ne fregavano. Loro leggevano i supereroi della Marvel: Uomo Ragno, Capitan America, Batman e tutto il circo equestre di personaggi dotati di superpoteri che li facevano risorgere dalle loro debolezze o fragilità. Io sono sempre stato per gli eroi senza superpoteri e ai Superman e Daredavil, ho sempre preferito l'Uomo mascherato, meglio conosciuto come Phantom, un tranquillo personaggio che si mascherava da supereoe ma perfettamente mortale. E che magari sfuggiva alla morte anche con un pò di fortuna condita da sarcasmo. Come quando mentre attendeva di annegare chiuso in una cella esposta alle maree, riesce a dire:" non avrei mai immaginato di dover arrivare a invidiare le sardine".

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