lunedì 24 gennaio 2022

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 Diventare vecchi: il freddo ( già trattato? Ho l'artereosclerosi, allora...è la vecchiaia).

Avete presente quando si avevano vent'anni? Io mi alzavo dal letto e già avevo caldo, in pieno inverno. Fuori c'era la neve, il ghiaccio o la galaverna e a te non importava niente. Uscivi a fare sport. Per avere un corpo armonioso ti bastava fare una corsetta. Non dovevi neanche fare esercizi, addominali, fianchi. No. Eri come un nero non essendo un nero (i neri nascono geneticamente scolpiti e possono stare anni senza fare sport che hanno gli addominali a mò di lavapanni zigrinato in legno, che invidia!). Oggi , superata una certa soglia d'età, la galaverna ce l'hai alle sopracciglia. Ma è perchè hai i peli bianchi. E giù a darsi pacche di consolazione sulla schiena, "sembri Richard Gere", "il brizzolato piace", "assomigli a Ravanelli, che aveva i capelli bianchi a 30 anni". E glielo dici anche alle tue colleghe di lavoro che c'hanno 25 anni e possono essere tue figlie. "Ravanelli chi?", è in genere la risposta. Ti guardano come se assistessero a Jurassic Park. Solo che tu sei il tirannosauro quello vecchio, non l'evoluzione genetica. Quello sgraziato e bolso che pure si dà da fare per scalzare il nuovo e geneticamente modificato, soccombendo tuttavia.

Diventare vecchi: Erica Jong.

Superati i 50 ti accorgi che non sei Erica Jong che sa guardare con ironia al trascorrere del tempo così bene da scriverci e guadagnarsi su. E la capisci quando prima scrive "Paura dei 50" e poi  "Senza cerniera, la mia vita". Il primo libro è del '94 il secondo è del 2021. Sapete cosa significa? Che non ha più paura dei cinquanta. E' passata oltre. Vive di ricordi. Di quando abbassava la cerniera e c'era la fila. E vive di speranze: quelle di non incontrare troppa fila ai bagni dell'aeroporto.

Ancora sul freddo...

Diventando maturo, diciamo (se dici vecchio i vecchi si scherniscono, ho notato, me compreso), la mattina stenti ad uscire da sotto il piumino o lenzuola o plaid...plaid no, perchè è un indumento per  coprirsi  da anziano... diciamo lenzuola in generale. Perchè senti freddo. I termosifoni  stanno quasi per sparati palle di fuoco, tanto sono incandescenti? ( al nord, dove vivo prevalentemente lo sono); Potresti saltare la sauna salutistica del fine settimana, tanto fa caldo in casa? Gli umidificatori si seccano in meno di un giorno? Be' tu HAI FREDDO. E'psicologico. Stai invecchiando quindi hai freddo. Cose che pensi per restartene al calduccio: 1) ormai ho lavorato quasi 30 anni, dovrei essere in pensione, cosa vogliono da me, ancora? ( E invece te ne restano 15 per la pensione)2) Di andare fuori a fare sport, non se ne parla. Tanto ormai sono in pensione (questo tipo, si, te la dà l'età, ma non guadagni niente) sul piano motorio...sei già stato un pallavolista, un calciatore, un maratoneta, un nuotatore, un praticante yoga, hai fatto meditazione...poi rianalizzi la sequenza e ti accorgi che eri Superman ora sei un monaco Buddhista. Senza i poteri dei monaci Buddhisti, tra l'altro. L'unica cosa che riesci a far levitare è la pancia. 3) Ancora 5 minuti, ancora 4 minuti, ancora 3 minuti, ancora 2 minuti, ancora 1 minuto, porca puttana quanto durano poco 5 minuti! 4) Come fanno quelli che si vedono nei film più o meno porno a fare sesso d'inverno, scoperti? Avranno delle stufe speciali fissate sul soffitto? 5) Non vedo l'ora che arrivi l'estate...

E il caldo?

D'estate: cavolo, non ci sono più le estati di una volta, ti senti come una bistecca sulla brace, il sole ti fa male e per la prima volta ti accingi ad usare un protettore solare. Ma quando arriva l'inverno? Morale? Quando invecchi non sopporti più un mucchio di cose.



venerdì 21 gennaio 2022

14

 Diventare vecchi: la salute.


Ti accorgi che stai invecchiando, di colpo. Un bel giorno ti guardi allo specchio e sei un x-men. La pelle. Ma come, fino all'altro giorno avevi la pelle di un ocelot e ora sembri un varano? Tutto di colpo così. Poi subentra la suggestione. Ogni giorno cominci a guardarti allo specchio e cogli un nuovo punto nero, una nuova asperità, una nuova ruga. Sotto gli occhi hai le borse della spesa dell'Esselunga. Oddio, dici, ma le donne mi guarderanno ancora? Quelle giovani? Arrenditi, quelle giovani ti guarderanno solo per i soldi ( non è il mio caso) e per il complesso di Elettra. O se sei un elettrauto che conosco io che ancora oggi rimorchia alla grande giovincelle...boh, si metterà ogni sera degli elettrodi sotto gli occhi. E non solo sotto gli occhi, sospetto. Ma insomma, fino all'altro giorno prendevi il sole senza nessuna crema solare e oggi se t'azzardi finisci in un reparto per grandi ustionati? (Anche di testa). E' che io sono un primitivo, non mi ci vedo al Tigotà a scegliere protettori solari free parabeni. Mi cospargevo il corpo di alghe, quello era il mio olio solare e quando uscivo dalle acque del mediterraneo ero Aquaman...oggi quando esco dalle acque adriatiche faccio "acqua 'a pippa", come si dice nel sud mediterraneo. E comunque non ti arrendi. Diventare vecchio significa anche non arrendersi al passare del tempo. però devi essere consapevole che questa cosa a volte fa ridere. Spesso gli altri. Quasi mai te stesso.

Diventare vecchio: alimentazione.

Quando ero ragazzo mangiavo anche le pietre e digerivo come una betoniera. Oggi sul tavolo da cucina, vediamo cosa abbiamo: Gaviscon, Omeoprazolo, Bisolvon, Imodium, Fermenti lattici(ogni tre per due sei dal dermatologo o dall'allergologo)...mentre prima i miei fermenti lattici erano il Negramaro! Se mangi anche solo una pasta al tonno, il giorno dopo hai i crateri sulla pancia e i brufoli sul naso. Non digerisci più niente. Devi mangiare come Ronaldo: pollo e insalata. Se mangi una pizza napoletana col bordo ripieno di ricotta il giorno dopo sei la perfetta imitazione del Vesuvio! Il tuo corpo ti dice basta. Hai mangiato quintali di glutine e lo stomaco è intossicato. E il latte? Peggio che andar di notte...Ti fa male. Lo sostituisci con quello di soia...che...tataaaaaaaaaaa: contiene nichel e tu da anziano potresti aver maturato un'allergia al nichel..e sei da capo a dodici. Va bene che nella vita dobbiamo invecchiare e poi morire, e , d'accordo, magari oggi viviamo più a lungo: ma abbiamo scaffali di antiacidi e medicinali vari: ci tengono in vita come Breznev ai suoi tempi: con le flebo. Be', che volete, io sogno di tornare al paleolitico, si campava poco, ma quel poco che campavi eri Rambo!

martedì 21 dicembre 2021

13

 Diventare vecchi, parcheggiare. 

Quando ti accingi ad entrare nel periodo della maturita' piena ( come sono bravo a zuccherare, eh?), tra i tanti segnali che ti giungono e ti avvisano che le tue facolta' psicofisiche stanno regredendo, io ci metto le difficolta' di parcheggio. Entri nel parcheggio di un supermercato e scorri la fila delle auto, ed eccolo li'  il posto. Fai per entrarci. E... naturalmente dentro c'e' gia' una Smart. Sappiate che odio la Smart. E ci faccio sempre la figura del pisquano. Non so da dove venga questo termine ma mi sa che e' onomatopeico e rende l'idea. Altro aspetto del parcheggio, quando trovi posto ti dimentichi sempre dove hai parcheggiato . Nei parcheggi dei centri commerciali i posti sono indicati su cartelli o piloni, se sotterranei, con dei numeri .  Ora io odio i numeri ( anche se spesso li do) E, ovviamente, non c'e' verso che mi ricordi, al ritorno, il numero di fila o altro. Ogni volta sclero. Se vedete uno in un parcheggio di un supermercato che vaga senza meta, sono io.  Un altro e' quello di "Striscia la Notizia"  che posa gli stronzi di plastica sui tettucci delle auto che parcheggiano nei posti riservati al disabili non avendone diritto. Ma quello va in bici. E poi e'ancora giovane. Altra questione riguardo al parcheggio. In una grande citta', prendiamo Milano , perche di solito vivo li', intanto per trovare un parcheggio, si fa prima a trovare lavoro a tutti i disoccupati del paese,  e poi se non riesci a parcheggiare in due manovre sei spacciato. Ti rompono i timpani con i clacson, quelli dietro, e puoi persino creare un ingorgo di cui parleranno alla Radio quanto danno le informazioni sul traffico. Il traffico  milanese e' giovane e grintoso e non c'e' spazio  per le riflessioni. Dei avere riflessi e basta. Ma andiamo avanti. Una volta ho parcheggiato da qualche parte in corso Buenos Aires. Al ritorno ho ritrovato la macchina subito( strano). Salgo, metto in moto...Dopo un po' ho notato che sotto lo specchietto retrovisore c'era  una bambolina nuda che ondeggiava. Non era la mia macchina. Era l'ypsilon 10 di qualcun  altro. Sono tornato indietro. Ho parcheggiato da qualche parte li' dove l'avevo presa . Ci ho messo un'ora a ritrovare la mia.  Quello dell'altra macchina sara' andato a denunciarne il furto, non trovandola esattamente dove l'aveva parcheggiata.  Oppure se l'ha trovata e' andato da uno psichiatra. Un' altra volta, tornando dal lavoro, parcheggio su lato destro di una strada li' vicino a dove abito. Be' sul marciapiedi c'era una donna. A quel punto ha aperto lo sportello ed e' salita. Si e' accomodata. Mi ha guardato in faccia. Non convinta ha tirato fuori gli occhiali dalla borsetta. Mi scusi, fa, pensavo fosse mio marito, ha la stessa macchina. E' uscita come un razzo mezzo ridendo e mezzo impaurita. Anche lei aveva superato gli anta. Bella donna comunque. Per queste cose per fortuna gli occhiali non devo metterli. Ancora.  Ed e' tutto grasso che cola, credetemi.

venerdì 3 dicembre 2021

12

 Diventare vecchi e la tv.

Dunque i rapporti con le cose del diventare vecchi riguardano me e basta. Se poi si trovano delle analogia, be', tanto meglio. Altrimenti sono ascrivibili e me solo. Detto questo, una volta mi piaceva vedere la tv. Guardavo di tutto. Da Beautiful dopo pranzo e dopo il caffè, al calcio , ai talk show politici e ai film. Diventando adulto anche la tv, come tutte le cose, è stata sottoposta ad un processo di sottrazione. Non guardo più nel modo più assoluto talk show politici o sportivi. Non guardo soap operas, non guardo telegiornali . Guardo solo film, Geo, partite di calcio. Nient'altro. I talk show politici li aborro come la peste bubbonica. Lì dentro c'è gente che si picchia, a volte quasi fisicamente, come ultras di squadre di calcio. I telegiornali fanno terrorismo. Inoltre parlano di storie dove vincono sempre i cattivi. E quando parlano, raramente, di qualche buono che vince, lo fanno in modo patetico che quasi ti viene da dire, era meglio quando parlavano dei cattivi che vincono sempre. Quando si va avanti con gli anni bisogna misurare le emozioni, i fastidi. E i telegiornali e gli approfondimenti politici mi infastidiscono. Sembra una gara a chi sa dire di fare meglio le cose degli altri in un mondo dove non si fa niente e non succede niente. Un documentario sui capibara e notevolmente più interessante. Dunque, lavorando otto ore al giorno con un'ora di pausa, va da sè che la tv la guardi molto in pausa al lavoro. Anche perchè le nuove generazioni la tv non la guardano più. La schifano proprio. Loro preferiscono scambiarsi video idioti tra loro. Nemmeno porno. Che avrebbe un senso. Quindi, in pausa, accendo la tv e metto su Solo Calcio. C'è sempre qualche partita del campionato brasiliano, su Solo Calcio o al massimo De Zerbi, allenatore italiano dello Shakhtar, squadra ucraina, che urla in italiano ai suoi giocatori di fare densità. Ogni tanto butta lì un "guida la squadra e comandare!", che fa sempre il suo effetto. Non mi è stato dato di capire se i suoi giocatori lo comprendono o lo commiserano. Ma siccome sono ucraini non credo siano in grado di fare battute come le farebbe un italiano a parti invertite. Immagino che se De Zerbi fosse un giocatore di una squadra ucraina, di fronte ad un allenatore ucraino che gli urlasse dalla panchina "dyakuyu" (significa grazie), risponderebbe dal campo, " a te e a tua sorella".  Poi se su Solo Calcio fanno la pubblicità della griglia elettrica, metto su Supertennis. C'è sempre qualche partita di tennis, su Supertennis. Mi piace molto il tennis femminile. Ma anche quello maschile, quando è divertente, non lo disdegno. Il fatto è che io vengo dal tennis di Connors e Nastase. Questi due quando giocavano oscuravano Zelig. Insulti all'arbitro, infiniti pallonetti, litigi con il pubblico, atti osceni...era gente che sapeva stare al mondo. Oggi vedo solo macchinette sparapalle bipedi che l'unico dialogo che intessono è con il ciclope. Ma Ulisse non sanno neanche chi sia (non la so spiegare meglio). Se invece vado in pausa a pranzo c'è Donato. Donato è il dittatore della Tv all'Ikea. Guarda Canale 5, Beautiful, Forum, ad alto volume, mentre intorno i colleghi mangiano polpettine svedesi. Sono già abbastanza impegnati nel digerire le polpettine, per sorbirsi Beautiful ad alto volume e non c'è più Ridge il mascellone.


domenica 28 novembre 2021

11

 Diventare vecchi: la musica.

A volte succede che diventando vecchi cambino i gusti musicali. Si dice che si nasce rock e si muore con la musica classica. E non mi riferisco agli inni funerari. E' successo a Sting, che dal Rock, in tarda età, ha scoperto l'amore per la musica sinfonica. Ecco a me è successa la stessa cosa. Sono nato con il rock. Poi sui 40 ha cominciato a piacermi il jazz (che ancora mi piace). Superati i 50 è scoppiato l'amore per la musica classica. Il rap l'ho frequentato ma per me che ero campione delle dispute verbali con gli amici di strada era già superato. La sequela di parolacce, offese e insulti in rima che sapevo proferire mi ha fatto sembrare i rapper, quando sono diventati di moda, una manica di dilettanti. Si, forse mi piacevano i rapper politicizzati, quelli molto schierati contro il sistema. Ma anche qui, l'esperienza mi dice, si nasce incendiari e si muore pompieri. Non si possono vedere rappers che pubblicizzano gli hamburger. Beh, si sa, i soldi piacciono a tutti e il mondo è pieno di gente che quando svolta nella vita si dimentica dei sacchi a pelo di cui conserva solo il pelo sullo stomaco. I gusti musicali, almeno nel mio caso, hanno segnato il passaggio del tempo. Da Bollicine di Vasco Rossi a Piscina 80 Ostuni di quasi 40 anni fa, sono passato al terzo concerto di Rachmaninov suonato al pianoforte da Yuja Wang. E' una questione di ritmo. Dopo una certa età devi rallentare. E non c'è niente di meglio che Beethoven o Mozart. 


10

Diventare vecchi: la pensione.

Quando superi una certa età, si affaccia sempre la mitica domanda: quando vai in pensione? Di per sè la domanda dovrebbe metterti di buono umore, ma non lo fa. Per diversi ordini di motivi: per esempio ti ricorda che stai invecchiando e si sa che chi invecchia è permaloso (anche i giovani lo sono e questa è una delle poche cose che li accomuna agli adulti). Poi ti ricorda anche che pur essendo avanti con gli anni, ti manca una vita di tempo da lavorare. Almeno in Italia. Terzo ma non ultimo per importanza, motivo di disturbo per la fatidica domanda, l'aspetto retributivo. Andrai a prendere due dita negli occhi ( che tanto non ci vedrai più a furia di guardare in schermi di pc e telefonini e non te ne accorgerai nemmeno). Quarto motivo, più collaterale, se vogliamo: che cazzo fai quando vai in pensione? Finirai per rimpiangere il lavoro. Lo sporco maledetto lavoro che ti faceva sentire comunque parte di un tutto. Senza voler scomodare la filosofia saresti potuto anche essere la ruota di un carro...solitamente l'ultima. Solo che senza di te il carro sarebbe andato avanti comunque. Ma ti stava bene a prescindere: una pizza il sabato sera, il calcio la domenica, lavavano comunque tutto (tranne se non ti scoprivi celiaco a 50 anni. E lì la cosa si faceva interessante, quasi eversiva). In attesa di diventare qualcuno in qualcosa sei stato un tassello del mosaico della produzione. Se guardiamo ai mobili dell'Ikea, spesso alla fine del montaggio avanza un tassello. Ecco tu eri quel tassello. E il mobile sta in piedi lo stesso. Per questo quando andrai in pensione non rimpiangerai un bel niente. E la cosa che ti verrà di fare quando incontri colleghi che ancora lavorano sarà mostrargli il dito medio. 

giovedì 25 novembre 2021

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 Diventare vecchi: viaggiare...

Quando cominci ad andare avanti con gli anni non è più come quando sei giovane. Quand'ero giovane viaggiavo in sacco a pelo ( e viaggiavo un sacco), viaggiavo in autostop, dormivo su qualunque superficie. Quando superi i 50 cominci ad essere stanco, cerchi le comodità. Se eri comodo sin da ragazzo tanto vale entrare direttamente in una corazza raccomandata di Ironman. Se invece sei normale cominci ad interpretare vari animali fantastici. Sui sedili dell'aeroporto (Malpensa, nel mio caso), in attesa del tuo volo, cerchi la posizione giusta per riposarti. Mancano, che ne so, due ore al volo. Metti il trolley davanti e ci poggi su le gambe stese. Ma non ti senti comodo. Sposti il trolley, ma niente, non ti senti comodo. Gli altri cominciano a notare questa tua inquietudine. Sorrisini di circostanza. Mi inducono a pensare, di solito vi fate i cazzi vostri sui problemi del clima, sul covid, sulla politica ( sul calcio no, lì si rischia la rissa), perchè non ve li fate anche davanti ad uno avanti con gli anni in aeroporto? Dopo metti il trolley sul sedile a fianco. Cerchi di appoggiarci il capo, ma in mezzo c'è il freddo bracciolo metallico che ti si pianta nella schiena e lasci perdere. Niente. Ti metti in piedi. 10 minuti in piedi. 20 minuti in piedi. Ti vengono fuori le vene varicose. Viaggiare in treno? Hai l'illusione di poterti portare appresso una valigia bella grande, specie se, come me, scendi dal nord al sud, per poi riportarti indietro delle succulente scorte alimentari. All'andata viaggi leggero. Al ritorno per spostare la valigia devi chiedere aiuto a Wolverine. Non ti dico se durante il percorso devi cambiare treno. Scendi dal treno per andare a prenderne un altro su un altro binario, scendi in un tunnel, risali da tunnel. Nel frattempo il treno in arrivo, senti in fonodiffusione, arriverà su un altro binario, non più  su quello previsto. Riparti di slancio (tanto hai il Voltaren in una tasca del giubbotto). Una faticaccia. Ma ci sono treni diretti a lunga percorrenza? Diventare vecchi significa che non ti accorgi che nel frattempo fra un viaggio e l'altro le cose sono cambiate, i dirigenti sono giovani e non gliene frega niente di niente come Levante. E quando te ne accorgi è sempre troppo tardi. Quando arrivi a Milano, dopo il treno devi prendere la metropolitana, punzoni il biglietto all'inizio del tornello, ma non c'è verso che il bagaglio non intruppi nel fermo metallico (sono anni che che sono costretto a scavalcarlo tal quale, tipo Nino Castelnuovo). Scendi dalle scale normali perchè le mobili sono in manutenzione. Dentro la valigia il cacio ricotta bela, il cacio cavallo scalcia, la ricotta forte è piccata ( più che piccante-ok non ho saputo dirlo meglio). Se viaggi in autobus per 1000 chilometri, come accade a me che devo andare da Milano in Puglia, arrivi dopo dodici ore viaggiando di notte e due soste di un quarto d'ora durante le quali cerchi di sgranchirti mantenendo invece la rigidità di un palo della luce, con la schiena che si è arresa senza neanche che ci sia stata una rapina. Se vuoi viaggiare comodo, be', ci sono dei costi. Ma pagare potrebbe non bastare. Se viaggi in jet e poi prendi un taxi, hai bisogno comunque di un assistente esperto in body building. I bagagli pesano. Anche se io viaggio leggero. Faccio ridere tutti quelli che incontro o con cui parlo...

lunedì 8 novembre 2021

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 Diventare vecchi, l'uso della penna.

Va be', non sono mai stati tanti quelli che scrivono. Ma ci sono. Io appartengo alla generazione della penna. E non sono un pellerossa. Scherzi a parte, da quando ci sono i computer portatili, i videofonini, gli ipad e compagnia bella, quelli che usano la penna sono trattati come dinosauri. Mettiamo per esempio all'Ikea. Ogni tanto qualcuno con i capelli bianchi chiede dove abbiamo messo le matite e quando arrivano i cataloghi. Sono abituati a segnarsi le cose su un foglietto. I giovani fotografano con il cellulare. Fotografano i mobili, le etichette, la mappa del percorso. Fotografano i prodotti che hanno visto in rete. Fotografano tutto. E ai cataloghi preferiscono il sito internet o l'app. Quando qualcuno della Silver Generation ( che tra parentesi ha una capacità di spesa nel mondo superiore a superpotenze economiche come ad esempio la Cina) chiede a qualcuno dell'Ikea perchè non ha più cataloghi, si sente rispondere che è per motivi ecologici. Perchè così si risparmia carta e vengono abbattuti meno alberi. Ora, uno poco avveduto, si accontenterebbe della risposta e andrebbe via sentendosi antiecologico solo per aver fatto la domanda. Ma alcuni della Silver Generation, quelli che stanno diventando vecchi, insomma, sono tutt'altro che inavveduti. Leggono (ancora su carta) e sanno che i cataloghi possono essere stampati su carta riciclata. E insistono. A quel punto i giovani addetti dell'Ikea non sanno come rispondere e se ne stanno lì a guardarli a bocca aperta. Diventare vecchi ti fa risultare antipatico ai giovani. Se ne stanno lì ad ascoltarti( spesso per compassione), questi delle New Generation, mentre parli di Panatta e di Bearzot e dei mondiali dell'82 e ti ascoltano mentre fai la battuta preferita della tua generazione quando ti dicono, ad esempio al lavoro, che devi fare la formazione. E tu gli rispondi: Zoff, Gentile, Cabrini, Collovati, Scirea, Oriali, Conti, Tardelli, Rossi, Antonioni, Graziani. E loro lì ad un certo punto a chiederti-Panatta chi? Ma cribbio, avete Google per che cosa? Cercatelo, no? Quando ero ragazzo io e i più adulti mi parlavano di Che Guevara, Bolivar o Pasolini, subito dopo ero lì che scartabellavo enciclopedie. Non vi dico che bicipiti. Una volta persino la cultura faceva venire i muscoli. 

Diventare vecchi ti fa guardare ai giovani con sospetto. 

Non li ritieni alla tua altezza. Noi quando eravamo ragazzi ascoltavamo i più maturi e li ritenevamo persone se non da venerare, perlomeno da ascoltare o apprezzare. I ragazzi di oggi? Per loro non esisti. Naturalmente è tutta colpa dei telefonini e del '68. Due modi facili facili per non dire in giro che non hai troppa voglia di sforzarti per capire i motivi di questa disaffezione tra generazioni. In realtà è stato sempre così. I giovani per imporsi dovevano demolire il mito dei più grandi. Una robetta da niente. Sarebbe come dire che Maradona doveva spazzare Pelè e Messi  e Ronaldo a loro volta demolire Maradona. Non una cosa semplice. Non ho voluto scomodare Occhetto che doveva demolire Berlinguer. Questo sarebbe stato troppo persino per il più sprovveduto dei ragazzi digitali di oggi. Che avrebbe detto-non mi ricordo dove giocava, questo Occhetto, ma quel Berlinguer...insomma, uno con quel nome non poteva non giocare nel Barcellona, giusto? 

domenica 7 novembre 2021

7

 Diventare  vecchi vuol dire dimenticare.

La memoria comincia a perdere colpi. Un pò tutto perde colpi, a dire il vero. Non ti ricordi più i compleanni di nessuno, parenti inclusi. I compleanni degli amici non li hai mai ricordati. In compenso tutti, ma proprio tutti, si ricordano del tuo compleanno. E sottolineano cinicamente i tuoi anni. Lo fanno apposta. Hai bisogno di un block notes per tutto. Sembri il tenente Colombo con questo blocchetto di appunti. Vai al supermercato e tenti d leggere..Diavolo! Ti sei dimenticato gli occhiali. Ma sei al supermercato e te ne compri un altro paio, due gradi di presbiopia. A casa ne possiedi una collezione, ormai. Tante le volte che sei andato al supermercato e li hai dimenticati. Appunto, problemi di memoria. Le signore ti vedono mentre osservi il blocchetto di appunti con lo sguardo di una talpa. Una talpa a distanza. Tieni il blocchetto lontano per riuscire a decrittare cosa cavolo hai scritto (che già non lo capisco con gli occhiali, tanto scrivo come un medico). E ridono. Cavolo ridete, sembro voi che osservate gli attributi dei vostri mariti in là con gli anni. Il problema di memoria ti perseguita. Più aumentano gli anni e più sembrano esserci cose da ricordare. Non dovrebbe essere il contrario? Non dovremmo solo ricordare a che ora prendere la pillola per la pressione o cose simili? E invece , prima di uscire di casa, devi ricordarti di prendere il portafogli, gli occhiali, il cellulare, le chiavi della macchina, le chiavi di casa. Ti accorgi che hai dimenticato le chiavi di casa quando non puoi chiudere la porta dopo che sei uscito. Rientri in casa per prenderle ma non le trovi. Non ti ricordi dove le hai messe. E il tempo passa e tu invecchi ancora di più. Poi devi andare al lavoro, di fretta e lì trovi il tuo capo che ti dice, ti ho mandato un messaggio su whatsapp, per dirti di venire più tardi. Ma tu hai la linea disattivata. E non sai nemmeno perchè. 

Invecchiare stressa molto. 

sabato 6 novembre 2021

6

 Uno dei simboli dell'inesorabile avanzare del tempo è il calzascarpe lungo. Quello che ti consente di infilarti le scarpe standotene in piedi e senza che ti debba piegare. Io la mattina e la sera ne faccio largo uso. Un plauso a chi l'ha inventato: sicuramente qualcuno che stava invecchiando. La mattina guardi le scarpe, mentre sei ancora a letto e capisci che ti fanno linguaccia. Vi sistemo io. Allungo una mano sul calzascarpe lungo ed ecco che rido io. Per le pantofole , che indossi prima di metterti le scarpe ( altrimenti hai già l'arteriosclerosi) basta restare seduti sul letto e lasciar scivolare dentro i piedi. Per questo hanno qual nome che evoca morbidezza. Scarpe invece è più ostico, più rustico.

Un altro dei segni di invecchiamento precoce consiste nel compiere gesti in cui i sensi ti ingannano. Ad esempio mettere il gorgonzola nella scarpiera e le scarpe nel frigorifero. A me è successo. Segno che devo osservare una migliore igiene podologica. Non voglio pensare che il gorgonzola lo facciano pigiando le mozzarelle, come si fa il vino pigiando l'uva. Devo restare più concentrato nel fare quello che sto facendo mentre lo sto facendo. Pensare se uscirò o meno con Lady Gaga deve restare in second'ordine.

Diventare vecchi, l'uso dello smartphone.

Ormai non si può fare a meno di usare i videofonini di ultima generazione. Mentre ne compri uno ne esce subito un altro di nuova generazione e una delle caratteristiche del diventare vecchi e non riuscire mai a capire quale sia il videotelefono di ultima generazione. Appena pensi di averne acquistato  uno ti si affianca una tredicenne che ne ha preso un'altro  appena uscito. Altro aspetto che ho osservato , sull'uso dei videofonini riguarda la modalità di utilizzo. Per esempio quando digita un giovane egli riesce a farlo con entrambe le mani. Sembra quasi che l'uso del telefonino postmoderno gli abbia sviluppato le dita in modo diverso. Uno di noi, un invecchiando invece: con una mano tiene il telefonino e con l'altra digita. Con il risultato che se dall'altra parte l'interlocutore è un giovane, questo è già morto di noia per la lentezza nel ricevere messaggi...se è uno di noi non ha ancora iniziato a leggerti perchè non sa dove cavolo ha messo gli occhiali. Nel frigorifero, presumo. Durante le videochiamate, invece, uno che sta invecchiano non riesce bene a capire dove deve guardare. E infatti l'interlocutore parla spesso al soffitto. O al soffritto, se in quel momento stai cucinando. Non capisci quale sia il tasto di inversione immagine per cui spesso chi ti videotelefona, mentre tu pensi che stia guardando il tuo bel faccione, vede invece in che posto sei finito. Se è tua moglie che ti chiama da fuori in genere si accorge che non sei in casa( le donne che invecchiano invecchiano meglio di noi uomini)...a quel punto iniziano altri tipi di guai.


venerdì 5 novembre 2021

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 Diventare vecchi e biglietti aerei. Sottotitolo: essere tecnolesi.


Una delle cose difficili da fare, di questi tempi, quando stai diventando vecchio e fare i biglietti aerei. Vai su internet e cerchi un sito per fare i biglietti. Poi vai in aeroporto a fare il check in, bello tranquillo, con la mail del biglietto e l'addetta della compagnia che ti deve assegnare numero di posto nel velivolo a quel punto ti dice. Non ha pagato la differenza per il bagaglio. Ma ho il trolley, dico. C'è da pagare una differenza anche per il trolley. Ok, la pago. Deve contattare l'agenzia che le ha fatto il biglietto e fare il check in per il bagaglio online. Ma come, non siete la Rayanair? Sì, ma lei ha fatto il biglietto online passando attraverso un'agenzia online, ossia sul suo sito. Oppure, le scappa...Oppure, chiedo. Oppure vada allo sportello là in fondo e saldi e dopo torni qui per fare il check in. Ah, e devo rifare la fila? Be', per questa volta no, dice lei, ma la prossima volta...Entro nel sito dal telefonino e cerco di farmi il check in del bagaglio online. Mi rimanda ad un sito che rimanda ad un altro sito e devo scaricare un'altra applicazione, see, va be', ciao. Vado allo sportello indicatomi dall'addetta del check in per pagare la differenza. L'impiegata, tutta scocciata, mi fa-toh, oggi sarà la decima persona...E allora? Dico. Non è il vostro lavoro? Sbuffa. E' che bisogna leggere su internet quando si fa il biglietto. Bisogna farlo sul sito della compagnia. Pago la differenza e vado a fare il check in. Nel frattempo, mentre l'impiegata sta finendo di servire un tizio, navigo sul web e vado sul sito della Rayanair. Per fare il biglietto non bastano gli occhiali, ci vuole il microscopio. E non si capisce quanto costi il biglietto finchè non vai alla fine. E poi devi fare il check in online. Ti rimanda ad un sito. Devi scaricare un'altra applicazione...Ok, va bene tutto, va bene che la tecnologia ci doveva semplificare la vita, ma qua a furia di applicazioni l'unica cosa che semplifica è la voglia di tornare a fare i biglietti in agenzia viaggi.

Corsico, interland milanese. Diventare vecchi e...la burocrazia online dei tempi moderni.

Oggi devo fare i biglietti aerei per Natale, Novembre ed è già tardi. Devo anche fare la spesa. Il bancomat è bloccato da ieri. Telefono al numero verde della banca e mi dicono che la mia filiale deve emettere una nuova carta, per motivi di sicurezza, per una nuova legge entrata di recente in vigore. Vado in banca, ore 8,30. L'addetto all'ingresso prima di sapere cosa fossi andato a fare mi chiede se ho un appuntamento. Perchè con il covid funziona così. Non ho un appuntamento ma devo fare la spesa e mi avete bloccato il bancomat. Eh, ma non ha contanti con se'. No, dico, datemeli dal mio conto. Sembra sia un problema. Alla fine mi assegna ad un'impiegata della banca scorbutissima. Deve fissare un appuntamento, dice. Lo so, rispondo, me lo ha detto il suo collega. Ma si tratta di un'emergenza , devo fare la spesa, lei stamattina ha fatto colazione? Si siede davanti al computer, rassegnata. Rassegnata al fatto che deve lavorare, forse. Mi dà una nuova carta. Ci mette 5 minuti, mica chissà quanto. E dico, tutte queste storie per cinque minuti?Vado a fare i biglietti aerei per Natale, per l'aeroporto di Brindisi. In auto, traffico pestifero, mi reco in agenzia. Non è lontana, ma ci metto una vita. C'è il mio impiegato preferito e in un quarto d'ora riesce a farmi i biglietti. E mi fa anche il check in online. Esco dall'agenzia e ancora traffico delirante. Mi fermo nel parcheggio del Lidl, esco dalla macchina, prendo un carrello e incomincio a caricarlo di roba. Per fortuna prendo sempre le stesse cose e quindi in una mezz'oretta me la cavo. Ma c'è coda in cassa. 15 minuti di coda. La merce passa dal carrello sul nastro e poi di nuovo nel carrello. E' il momento d pagare e finalmente poi potrò fare colazione. Ma, udite udite, il bancomat non va. Do un'occhiata al telefono e mi è arrivato un sms. C'è scritto-questo è il suo pin, l'attivazione della sua carta avverrà entro 24 ore. Non posso ancora fare colazione. La domanda finale è, una persona più anziana di me, come fa a sopravvivere nel mondo odierno? Ciò che non potè il covid potè l'online. 



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Diventare vecchi, rettiliani, vitamina d, codici fiscali   Al lavoro fa caldo. I colleghi giovani dicono che non lo soffrono. Delle due l...